Poker Texas Hold em: regole e tattiche di gioco

Poker texas cardsA chiunque piaccia cimentarsi in giochi di abilità, con un occhio alla possibilità di guadagnare qualche soldo, non sarà estranea la pratica del poker online. Il gioco del poker, una volta annoverato principalmente tra quelli d’azzardo, veniva giocato fino a non molto tempo fa esclusivamente dal vivo, in apposite strutture dedicate o in tornei pubblici, come pure in case private, in clandestinità.

Col passare del tempo, anche grazie al fatto che nei grandi tornei internazionali, specialmente quelli americani, a finire in finale erano sempre i soliti noti giocatori, il poker ha conquistato di diritto il suo posto fra i giochi in cui l’elemento strategico è considerato preponderante, riducendo la sua nomea di gioco esclusivamente d’azzardo. La sua nobilitazione come gioco d’abilità, oltre che farlo quasi assurgere al livello di disciplina sportiva, ha fatto in modo che numerose piattaforme online cominciassero a dare la possibilità di cimentarsi in questa attività comodamente da casa, ampliando a dismisura il numero dei giocatori, creando un fiorente mercato a cui partecipano professionisti e semplici amatori.

Il Texas Hold’em, la variante più giocata al mondo

Se il poker tradizionale ha avuto la sua rivalutazione nel tempo, il Texas Hold’em nasce già come una versione in cui l’abilità, la strategia e il ragionamento la fanno da padrone. Avere delle carte comuni a tutti i giocatori, limitando le carte coperte alle solo due che vengono consegnate ad ognuno in mano, all’inizio, permette a chiunque pratichi questo gioco di avere un’idea delle proprie possibilità di vincita, potenzialmente desumibile da molti fattori, ma quasi mai evidente e definitiva.

A partire dalle carte sul tavolo, passando poi per le puntate degli avversari, si possono stabilire molte strategie raffinate e complesse, basate sull’osservazione e sulla propria capacità di analisi e improvvisazione. Alla base di queste analisi, statistica e matematica sono i primi strumenti. Calcolare la propria possibilità di veder realizzata la combinazione a cui stiamo puntando è fondamentale, così come riuscire a immaginare la forza dell’avversario e approfittare anche di quella che le carte in tavola possono far pensare sia la nostra. È chiaro che in un gioco del genere, dove matematica, statistica, intuizione e strategia, sono una parte così importante, l’equiparazione a un gioco d’abilità o addirittura a una disciplina sportiva non è affatto esagerata.

Un po’ di regole del Poker Texas Hold’em

Il poker alla Texana, una delle varianti più diffuse al mondo, viene giocato con cinquantadue carte francesi senza i jolly. L’alto numero di carte permette un’ampia scelta nel numero dei partecipanti, partendo da 2 fino ad arrivare a 10 o più. Chi distribuisce le carte è il dealer (mazziere), solitamente fatto a turno da ogni giocatore; anche se a volte in sale professionali è possibile ci sia un apposito addetto che si occupi in via esclusiva della cosa.

Le fasi del gioco sono principalmente sei. Si parte dalle puntate iniziali per poi passare a distribuire le due carte coperte a tutti i giocatori presenti, distribuendole in due giri completi. Le due carte costituiranno quello che ci differenzierà nel nostro percorso di ogni singola mano rispetto ai nostri avversari e saranno di nostro esclusivo appannaggio e utilizzo. Si parte quindi con le puntate, facendo un primo giro per dare ad ogni giocatore la possibilità di valutare il proprio potenziale punto e magari avere un’idea di quello in possesso degli avversari.

A prescindere dalle carte possedute, sarà possibile passare, chiamare se qualcuno prima di noi ha effettuato una puntata, rilanciare a quella puntata o metterne per primi una noi. In tutte le successive fasi questo giro di puntate si ripeterà con le stesse modalità. Ovviamente se, già in questa prima fase, uno qualsiasi dei giocatori effettua una puntata a cui nessuno partecipa, la mano si conclude direttamente con la vittoria di chi ha scommesso sul proprio punto, senza ulteriori cali di altre carte scoperte.

Alla prima fase delle distribuzione delle due carte coperte segue il Flop, dove vengono calate tre carte scoperte utilizzabili da chiunque per i propri punti virtuali, costruiti sulla base di 5 carte, con conseguente giro di puntate. Seguirà la discesa di altre due carte scoperte comunitarie, i cosiddetti Turn e River, per un totale di 5 carte scoperte condivise. Come già detto, tra ogni fase e la successiva, un giro di puntate potrebbe chiudere in qualsiasi momento la mano.

Essendo le carte condivise 5 e quelle private 2, per un totale di 7, il punto viene comunque formato sulla base delle 5 che formeranno la combinazione migliore. In ogni singola mano le fini possibili saranno sostanzialmente due. Uno dei giocatori farà una puntata a cui nessuno aderirà vincendo la posta in palio, oppure si arriverà fino alla fine con almeno due giocatori e a vincere sarà quello che scoprirà il punto migliore.

Poker texas, l’importanza di non innamorarsi del proprio punto

Uno degli errori più comuni nel poker texas è quello di correre dietro a un progetto di punto, non per strategie di bluff, ma solo perché incapaci di rinunciare al punto perfetto, quello che ci permetterebbe di vincere a mani basse, evitando di calcolare le reali possibilità statistiche che la cosa si realizzi. Puntare a un colore, ad esempio, avrà senso solo se si avrà ben chiaro il numero delle carte del seme desiderato ancora presenti nel mazzo, in relazione al totale delle carte in gioco.

In alternativa, con quattro quinti di colore, si potrà lasciare agli altri l’onere di rischiare una forte perdita, nel caso della realizzazione del punto che avremo fatto capire di ricercare, facendo per primi forti puntate. Arrivando perfino al classico All In, mostreremo agli altri giocatori la nostra idea e trasferiremo il rischio di vedere realizzato il nostro punto sul giocatore che avrà il coraggio di scoprire un’altra carta, ad esempio dopo la prima fase del flop, ma anche dopo il Turn. Farlo invece dopo il River, in caso di mancata realizzazione del punto ricercato, sconfinerà la mossa nella pratica del puro bluff, da valutare caso per caso.

Difendere le proprie carte nel poker texas hold em

Nel gioco del texas hold em, ancor più che nel poker tradizionale, le puntate saranno la nostra principale arma per difendere un buon punto e non trasformarlo in uno pessimo. Come nel caso dei 4/5 di colore, certi punti, sempre calcolando anche la nostra posizione nel numero di chips detenute, vanno difesi con puntate elevate fatte per primi, facendo si che quello che sarebbe un nostro azzardo, se chiamassimo una forte puntata di un avversario, con un punto potenzialmente valido ma non ancora realizzato, diverrebbe un azzardo altrui, se fossimo noi per primi a mettere condizioni assai onerose per passare a un’altra fase del gioco, puntando forte per primi.

La cosa vale anche in caso di pre flop. Vedersi consegnata una coppia di 7, ad esempio, significherebbe, in caso di assenza di puntate elevate, di far arrivare al flop anche giocatori con in mano carte pessime, tipo Q e 8. Si tratterebbe in pratica di regalargli la possibilità di formare una coppia maggiore o peggio ancora, della nostra servita. Viceversa, specialmente se il numero di chips in nostro possesso lo consente, fare una grossa puntata potrebbe tutt’al più far accedere alla fase successiva qualcuno con in mano un asso e altra carta alta. Ritrovarsi in due o poco più giocatori, con in mano una coppia servita, seppur piccola, ci da buone chance di vedere il nostro punto vincente, contro carte che non si accoppiano con quelle sul tavolo. Far partecipare ogni avversario molto probabilmente no.

L’importanza dello stack nel poker alla Texana

Fermo restando che l’esperienza in un gioco come questo è essenziale, è possibile farsi aiutare nel capire la forza della nostra mano anche da software specializzati, capaci di dirci le percentuali possibili di uscita di un determinato punto volta per volta, questo almeno per le partite online. Ma quello che davvero ci aiuterà è un corretto management delle chips in nostra dotazione, lo stack.

Essere chips leader ci darà un posizione di predominio, che ci consentirà di vincere parecchie mani anche senza avere punti forti, giocando semplicemente sulla voglia degli avversari di non rischiare di uscire dal gioco. Avere un grande stack a disposizione, ci consentirà anche di andare a vedere molte mani anche con carti deboli, alla qual cosa seguirà due tipi di conseguenze. Una è che, per la legge dei grandi numeri, parecchie dotazioni di partenza deboli potranno diventare delle vere macchine da soldi, come ad esempio un 6 e 8, che in presenza di un flop con 5 7 e 9, ci regalerà una poco sospettabile scala.

Uno stack molto ampio, se non addirittura la posizione di chips leader, farà la differenza tra una linea di gioco scriteriata (adatta a un donk, ovvero a un giocatore di bassissimo livello ed esperienza) e una molto più avveduta di quello che potrebbe sembrare. Difatti, anche tutte le volte che dovessimo concludere la mano perdendo, dando l’idea di uno a cui piace bluffare e andare a vedere con il nulla, la cosa ci sarà utile per poter poi sorprendere gli altri giocatori con una successiva mano davvero vincente, arrivando a indurre a giocare tutto il proprio stack all’avversario.

A questo proposito, il giocare non solo sui propri punti ma anche dando un occhio allo stile di gioco degli avversari presenti al proprio tavolo, è fondamentale. Ogni comportamento inusuale deve infatti mettere in allarme circa il punto che si potrebbe trovare nella mano dell’avversario e indurci di conseguenza a molta prudenza nelle puntate. Qualunque sia la nostra idea di strategia, pur essendo il poker texas hold em un gioco dalle regole semplici e lineari, la differenza la fa come al solito l’esperienza. Giocare il maggior numero possibile di partite, limitando le poste in gioco e imparare dai propri errori, sarà la via vincente per diventare esperti in questo divertente e a volte remunerativo gioco.

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